sabato 23 giugno 2007

OPINIONE ---- [Italia e concorsi]


Se siete navigatori della rete, sicuramente avrete sentito dello scandalo legato al portale del turismo italiano Italia.it ed al suo logo... in particolare su quest'ultimo si sono create forti polemiche dovuto alle modalità del concorso (cosa avvenuta anche per il logo del parco olimpico di Torino l'anno passato).
Lo stesso Renzo Piano, in un discorso tenuto al campus Bovisa del Politecnico di Milano un mesetto fa, aveva sottolineato come in Italia non si è capaci di fare concorsi: se ne fanno troppo pochi, non cè nè la cultura nè un sistema adatto ai bandi di concorsi;
e aggiungo io: quelli che si fanno sono sempre avvolti da nubi di dubbi e polemiche, i breef non sono mai chiari e soprattutto, pratica unica nel MONDO, non cè l'anonimato!! che è un'aspetto basilare per l'obiettività della giuria...
Ma in Italia si sa...

qui un estratto dal blog pisongalore:
<<<< [Ahi segno Italia]
di Sergio Polano
Il logo risulta da una gara indetta dalla Presidenza del Consiglio “nella più completa mancanza di rispetto – ha ben riassunto Gianni Sinni in sdz.aiap.it – delle […] norme di correttezza anche se nella piena legalità, ovviamente […]: preselezione in base al fatturato minimo di 1 milione di euro nei precedenti 3 anni; completa mancanza di un brief affidabile; nessun elenco delle tavole da consegnare […]; partecipazione non anonima; tempo per la realizzazione insufficiente (18 giorni weekend compresi); rinvio di un mese della data di consegna, comunicato il giorno prima per email”. Compenso 100mila euro. Rispondono 75 agenzie; 57 i progetti esaminati dalla giuria “formata da rappresentanti della Presidenza del Consiglio e del Ministero dei beni e attività culturali. – recita la nota ufficiale online – La creazione del ‘logo Italia’ fa parte di un programma più vasto di promozione dell’Italia nel mondo. È stato infatti costituito un gruppo di alta consulenza composto da Laura Biagiotti, Gianpaolo Fabris, Anna Martina, Andrea Pininfarina e Umberto Paolucci”. Gara aggiudicata a Landor Associates, primaria branding and design consultancy, che sforna dalla sede milanese il logo delle discordie concordi, presentato in magna pompa il giorno della crisi di governo, 21 febbraio.

Opinioni
Per il logo: pessime, unanimi, trasversali – dal Toscani fotografo allo Sgarbi assessore, fin all’oceano dei blog. La professione raccoglie petizioni e spara a zero, salvo rarissimi Prudenzi. Nei sondaggi online de “Il sole 24 ore” e “la Repubblica” (oltre 20mila voti), non piace al 70%. Il logo si presenta con: sequenza cromatica di bandiera invertita; ben 4 tipi nelle 6 lettere di italia (con una i à la Didot data per Bodoni, condita da un Futura che sa di Avantgarde, il resto?); l’enigma dell’og(raficamente)m verde t; somiglianze varie sia visive (da izquierda unida a Logitech), sia verbali (nell’inedito motto “lascia il segno”); direi che basti.
Per il sito, viste anche le cifre in ballo ossia decine di milioni (di euro), fondate ferocissime critiche a bizzeffe, soprattutto in merito a usabilità e accessibilità." >>>>

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